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News

5 Settembre 1920

Il 5 Settembre 1920 iniziava all’ Ortigara quella che passerà alla storia come la prima adunata ,allora convegno degli alpini . Quello che doveva essere un incontro di pochi si trasformò in un vero e proprio evento con con la presenza di più di 1500 persone , un successo per la neonata Associazione Alpini . PER NON DIMENTICARE

Festa Sezionale di S. Maurizio

Ai Pregiatissimi DIRIGENTI degli Istituti Comprensivi Scolastici delle Province di Padova e Rovigo Loro Sedi

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Cittadella 28 agosto

Il gruppo di Cittadella ricorda il 28 agosto come la prima ascesa alla Colonna Mozza dell’Ortigara dei Padri Fondatori il 28 agosto 1932 .Sarà allestito un Gazzebo in Piazzale Lozze e chi lo vorrà fare salirà alla cima per l’Onor ai Caduti . Quindi alla discesa la Santa Messa a seguire il rancio. Il gruppo organizza un pulman di 30 posti con auto al seguito ,per chì vorrà esserci indispensabile la prenotazione . Grazie per l’attenzione .

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Un servizio obbligatorio per i giovani

Annuale commemorazione di tutti i Caduti del Monte Piana

Rifugio è intitolato al Magg. Angelo Bosi, del quale coincide quest’anno la data del sacrificio 17.7.1915,

avrà luogo d’intesa con la Sezione ANA Cadore ed il Gruppo Alpini di Auronzo, con il solito cerimoniale:- ritrovo al Rifugio Bosi alle h. 10,30 e, a seguire:- schieramento alla Chiesetta dei Gonfaloni, Labari, Vessilli, Gagliardetti alpini e Autorità;- Alzabandiera austriaca e italiana;- Onori ai Caduti con deposizione corone d’alloro;- Santa Messa in suffragio dei Caduti;- interventi delle Autorità presenti.

Accordo di collaborazione siglato tra l’Associazione Nazionale Alpini e la Fondazione Banco Farmaceutico Onlus.

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8.7.2022 Buon Compleanno Associazione Nazionale Alpini!!!

8 LUGLIO: L’ANA COMPIE 103 ANNI

L’8 luglio l’Associazione Nazionale Alpini compie 103 anni. In quella data, nel 1919, a Milano, sotto la Galleria Vittorio Emanuele II, si riunirono gli alpini che, reduci dal Primo Conflitto Mondiale, volevano mantenere vivo lo spirito di fratellanza nato nelle trincee e, al tempo stesso, portare avanti un’opera concreta di solidarietà a favore delle famiglie dei commilitoni caduti che si trovavano spesso in grande difficoltà.
Da allora l’Associazione ha continuato a scrivere pagine straordinarie di impegno e sacrificio a favore della comunità e in primo luogo dei fratelli più deboli o più sfortunati. Lo ha fatto anche nei periodi più difficili, anche recenti, e nei luoghi più funestati dalle grandi calamità naturali: senza bisogno di sollecitazioni, perché gli Alpini sono stati e sono sempre pronti a rispondere “presente!”, senza mai chiedere nulla in cambio.
Perciò forti di questa storia rinnoviamo, in occasione di questo anniversario, il nostro messaggio fatto di valori e spirito di servizio, messaggio che vogliamo trasmettere soprattutto ai giovani, che hanno sempre più bisogno di certezze e punti di riferimento: proprio questo abbiamo avviato per loro l’esperienza dei Campi Scuola, che incontrano un successo crescente di anno in anno a dimostrazione che questa esigenza è sempre più forte.
E proprio per la nostra storia, che in oltre un secolo non ha mai deviato dal solco tracciato dai nostri fondatori, guardiamo con fiducia e serenità al futuro e alle tante sfide che ancora ci attendono: godiamo del consenso della gente, che ci vuole bene e apprezza il nostro operato, al di là di qualunque sterile polemica che travalica, anche strumentalmente, il significato del nostro essere Alpini.
Buon anniversario a tutti, dunque e, come sempre, viva l’Italia e viva gli Alpini!

Sebastiano Favero 
Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini

Russia: un altro monumento danneggiato

Il 23 giugno a Rossosch (Russia) è stata distrutta la stele eretta nel luogo di sepoltura di alcuni alpini, caduti durante l’avanzata verso il fronte, nella Seconda guerra mondiale. La notizia (senza foto del monumento danneggiato) è apparsa su un sito russo. La stele, sul cui basamento è riprodotta in marmo l’immagine cartografica dell’Italia, era stata costruita dall’Associazione Nazionale Alpini in accordo con il Ministero della Difesa.

Le autorità del luogo sono state informate e hanno avviato un controllo preliminare che richiederà una decina di giorni per valutare se avviare il procedimento nei confronti di ignoti, anche se lo stesso autore dell’articolo ironizza sul fatto che la polizia sia nelle possibilità di assicurare alla giustizia i responsabili dell’atto vandalico.

Si tratta del terzo caso di profanazione di un manufatto costruito dagli alpini. A inizio aprile era stato abbattuto, sempre a Rossosch, il monumento dove si trovavano, stilizzati e sovrapposti, un cappello alpino e la stella simbolo dell’Armata russa, mentre la targa sotto di essi ricordava, in uno spirito di riconciliazione, “da un tragico passato un presente di amicizia per un futuro di fraterna collaborazione”. E quello che rimaneva del cippo era stato imbrattato con l’ormai nota “Z” bianca. Pochi giorni dopo era toccato al “Ponte dell’Amicizia”, costruito dall’Ana nel 2018 a Nikolajewka, ad essere deturpato con la vernice, mentre erano stati cancellati dalla vista, coprendoli con dei cartoni, i cappelli e le penne raffigurati sulle sponde del ponte.

Amareggiato per questo ennesimo sfregio il Presidente dell’Ana Sebastiano Favero ha ricordato che «gli alpini durante la Seconda guerra mondiale hanno combattuto in Russia ma nei decenni successivi hanno imbracciato unicamente badili e martelli per costruire l’Asilo Sorriso, una scuola materna per 180 bambini che è stata donata alla città, così come il Ponte di Nikolajewka, in segno di fratellanza e riconciliazione con la popolazione di quelle terre».

Panettoni 2022

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